Sotto la pioggia, a Parigi

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Testo: Sotto la pioggia, a Parigi
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Sotto la pioggia, a Parigi 


Su le Chemin des Livres, una strada famosa per le sue numerose librerie, si trovava un piccolo negozietto quasi unico. Ogni giorno, l’anziano proprietario, Monsieur Le Martin, apriva ‘Le monde des livres’ ai tanti turisti che affollavano Parigi nelle tiepide giornate primaverili, dedicate alle mostre visive. I libri non erano in vendita, ma chi lo desiderava poteva accomodarsi nella saletta attigua e consultarne uno a piacere, sorseggiando uno dei tè proposti. L’anziano ‘bouquiniste’ guardava fuori con la speranza che il tempo migliorasse e che la strada si riempisse di turisti curiosi. Speranza vana: Parigi non era mai stata così grigia come in quell’ultima settimana. 

Dal lato opposto della strada, una giovane donna, con una cartellina stretta al petto e un ombrellino che rischiava di rompersi a ogni raffica di vento, correva verso ‘Le monde des livres’ per cercare riparo dalla forte pioggia. Il suo viso era triste e il suo umore era come il tempo: il progetto che aveva presentato per la nuova galleria d’arte era stato rifiutato perché mancava l’essenzialità. 

Mentre cercava riparo sotto il cornicione della storica libreria, un’auto sfrecciò veloce in una pozzanghera sollevando spruzzi d’acqua che la investirono in pieno. “Che giornata meravigliosa!” esclamò a sé stessa con sarcasmo. Guardò il suo impermeabile, ormai irrimediabilmente rovinato. Gli occhi si velarono di lacrime. “Poteva andare peggio!” esclamò una voce maschile alle sue spalle. “Poteva essere fango e non acqua piovana!”

Denise si voltò bruscamente, pronta a rispondere a tono, ma le parole le morirono in gola. Un giovane uomo dagli occhi color del mare d’inverno le sorrise gentilmente, porgendole un fazzoletto perché si potesse asciugare. Oltre la spalla dell’uomo, notò l’anziano libraio che li osservava divertito dalla vetrina. Un brivido le attraversò il suo corpo. Forse era l’umidità, pensò. “Mi chiamo Antoine e credo che questa libreria sia il posto migliore, in questo momento, per berci un tè caldo!” disse lui, facendole strada. “Ti va di farci compagnia mentre aspettiamo che passi la pioggia?”

Denise esitò, non conosceva l’uomo e non si fidava degli sconosciuti, ma l’anziano libraio le fece un cenno d’assenso e aprì la porta ai due giovani. Salirono i due gradini e entrarono. Il calore dell’antica libreria e il profumo dei libri la avvolsero come un abbraccio. Quel luogo sembrava placare la tempesta che aveva dentro e una strana calma si impadronì di lei.

Si sedettero a un tavolino d’angolo vicino a una grande vetrata che dava sulla strada, così da poter osservare i passanti e la pioggia che continuò a cadere per oltre un’ora. L’anziano libraio portò loro un tè dalla dolce fragranza di cannella e vaniglia, sorrise a Denise e si allontanò con discrezione. Scoprì che Antoine era un restauratore di mobili antichi, aveva il suo laboratorio d’arte a pochi passi e che spesso si recava a ‘Le monde des livres’ per bere un tè e talvolta, nel tempo libero, si fermava anche per leggere un buon vecchio libro. L’uomo parlava di sé come se la conoscesse da sempre, la sua voce era carezzevole e gentile. Denise si lasciò andare e raccontò del suo fallimento: era la prima volta che un suo progetto veniva scartato e si sentiva amareggiata dalla risposta del gallerista: “Manca l’essenzialità. Ma cosa significava quella risposta che diceva tutto e niente?”

Antoine la guardò con gentilezza, poi disse: “A volte il successo più bello arriva proprio dalla peggiore delusione!” Quando la pioggia smise, Parigi sembrava una città diversa. I raggi del sole si riflettevano sull’asfalto e sulle pozzanghere, creando giochi di lucie ovunque. Antoine accompagnò Denise fino alla fermata della metropolitana. Si guardarono per un attimo, persi l’uno nell’altra. Denise lo guardò come se volesse imprimere per sempre quei momenti nella memoria. Prima che lei potesse tornare alla sua vita, Antoine le mise in mano un piccolo biglietto. “Se mai volessi nuovamente camminare sotto la pioggia e bere un tè caldo a ‘Le monde des livres’, sai dove trovarmi”.

Quella sera, però, Denise non pensò al suo progetto, che era costato tante ore di lavoro, ma guardando fuori dalla finestra del suo appartamento, per la prima volta si lasciò incantare dal suono della pioggia sui tetti di Parigi. Sapeva che, in fondo a le Chemin des Livres, l’aspettava un nuovo inizio.

Sotto la pioggia, a Parigi testo di Ama
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